Ieri alla Camera dei Deputati ho presentato una proposta di legge a cui tengo moltissimo.
Un passo avanti che cambia il concetto stesso di salute e sicurezza sul lavoro: non più solo tutela fisica, ma anche protezione della salute psicologica.
Lo stress cronico, l’ansia, il burnout non sono casi isolati: in Italia un lavoratore su tre soffre di disagio psicologico legato al lavoro. Un problema collettivo che non possiamo più ignorare.
Con la nostra proposta introduciamo strumenti concreti per le imprese, tra cui:
• Certificazione del benessere psicosociale nelle aziende;
• Incentivi e defiscalizzazioni per le aziende virtuose;
• Modifiche al codice degli appalti.
Quante volte abbiamo sentito colleghi, amici o familiari dire: “Non ce la faccio più”?
Per troppo tempo in questo Paese si è fatto finta di nulla, come se la salute mentale fosse meno importante di quella fisica.
Oggi affermiamo con forza, ancora una volta, che la salute mentale è un diritto.
Sono particolarmente orgogliosa di questa proposta perché è nata da un percorso condiviso con il giovane imprenditore Lorenzo Tedeschi e grazie al contributo di associazioni, professionisti e istituzioni.Un lavoro di squadra, costruito con genuinità, competenza ed entusiasmo.
Un grazie speciale alla collega Valentina Barzotti per il prezioso contributo e per l’impegno quotidiano in Commissione Lavoro, alla Dott.ssa Veronica Iannone per aver seguito costantemente ogni fase, a tutti i relatori e i presenti che hanno creduto in questo progetto.
Grazie ancora, Lorenzo, per averci creduto dal primo istante.Il percorso è appena iniziato.


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