Lettera aperta all’eurodeputata Donazzan

“I bambini di Gaza? Figli di terroristi.”Io non ci sto.

Lettera aperta all’onorevole Donazzan“

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.”— Primo Levi Onorevole Donazzan, le sue parole sono una ferita aperta. Una dichiarazione che lacera il confine tra la politica e la disumanità.

Dire che i bambini palestinesi uccisi “sono solo figli di terroristi usati come scudi umani” non è solo un’offesa alla verità: è una resa della coscienza.

Nel cuore dell’Europa, mentre il mondo osserva con orrore le immagini che giungono da Gaza – corpi senza vita, ospedali sventrati, madri che scavano tra le macerie, persone ammazzate mentre fanno la fila per il pane – lei sceglie non solo di voltarsi dall’altra parte, ma di giustificare l’ingiustificabile. Di assolvere l’orrore. Di additare le vittime come colpevoli.

Le bare sono piccole. Alcune troppo piccole per contenere anche solo il silenzio che lasciano.

Quei bambini non erano scudi umani. Erano bambini. Punto.

Erano vite spezzate da bombe, missili e fuoco. Da una macchina bellica che ha trasformato una striscia di terra in un cimitero a cielo aperto.E lei, che dovrebbe rappresentare i valori fondanti dell’Europa – la dignità umana, il rispetto, la protezione dei più deboli – si schiera con chi colpisce i civili, addossa ai morti la responsabilità della loro morte, rimuove ogni compassione.

Non è questo il compito di un europarlamentare.

Non è questo il linguaggio di una Repubblica democratica.

Le sue parole non sono solo disumane. Sono pericolose.

Perché alimentano l’odio, legittimano il massacro, rendono accettabile l’inaccettabile.

Non si difende la civiltà bombardando i bambini.Non si combatte il terrorismo uccidendo neonati e distruggendo intere regioni.

Non si onora l’Europa rinnegandone l’anima.

Non so se lei tornerà un giorno sulle sue dichiarazioni.Non so se proverà mai vergogna.

Ma io, da cittadina europea, la vergogna la provo ora.

E mi dissocio, con forza, da ogni parola che ha pronunciato.La storia – quella vera – non dimenticherà.

Ma ancor prima lo farà la coscienza collettiva, che rifiuta di arrendersi al cinismo.

Perché ogni volta che un bambino muore, e un adulto tace o giustifica,non muore solo un innocente.

Muore un pezzo di umanità.

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