Ancora sangue, ancora silenzio

Ancora sangue, ancora silenzio.

Sei giornalisti palestinesi, tra cui Anas Al-Sharif, una delle ultime voci libere rimaste a Gaza, sono stati uccisi in un raid israeliano.

Uomini che documentavano la realtà del genocidio in corso, ridotti al silenzio con la forza delle armi.

Israele parla di “terroristi travestiti da giornalisti” senza fornire alcuna prova. La verità è che ogni telecamera spenta, ogni penna spezzata, è un passo in più verso l’oscurità e la censura totale.

La libertà di stampa è un pilastro della democrazia, e quando viene colpita così brutalmente, è il mondo intero a perdere un pezzo di verità.

La comunità internazionale deve agire ora: stop all’impunità, stop alla complicità.

Continueremo a chiedere con forza un embargo sulle armi, sanzioni immediate e il riconoscimento dello Stato di Palestina.

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